Nella precedente lezione, la n. 11, abbiamo parlato di come si esprimono e come la pensano i titolari di grandi imprese in merito al lavoro e a come organizzarlo.

Abbiamo anche detto, all’inizio delle nostre lezioni, che i lavoratori dei quadranti TITOLARI D’IMPRESA e INVESTITORI PROFESSIONISTI, sono quelli che partono già o si costruiscono durante ll percorso professionale una buona istruzione finanziaria e la perpretano sempre. Questo fa sì, che abbiano notevoli capacità tecniche negli affari e doti di leadership. La scorsa lezione ci siamo chiesti ma cos’è la leadership?

Partiamo dalle abilità tecniche, cosa sono?

Le abilità tecniche che interessano a noi, sono quelle necessarie per riuscire negli affari. Sono: la capacità di leggere rendiconti finanziari della nostra o altre aziende, saper leggere le statistiche di mercato, prospetti di vendita, bilanci, dati di produzione e vendita, contratti, etc… Tutte queste abilità tipiche di un contabile esperto, di un amministratore delegato o di un commercialista affermato, devono essere coadiuvate sempre dall’impegno costante a imparare a lavorare con le persone e guidarle verso il successo. Da qui, possiamo estrapolare il concetto di leadership, l’abilità di tirare fuori il meglio dagli altri e guidarli verso la meta. A questo proposito famosi personaggi ricchi dicevano: le abilità tecniche sono facili da imparare basta studiare assiduamente, il difficile è lavorare con le persone.

Sviluppo imprenditoriale

Spesso, le persone comuni dicono: Comincerò una mia attività!

Questo è un buon proposito per se stessi. Però, lo dicono convinti che la strada per la sicurezza finanziaria e, di conseguenza, per la felicità sia “fare per proprio conto” o “sviluppare un prodotto che non offre nessun altro”!

Così frettolosamente fondano una loro attività, ma nella pratica passano solamente dal quadrante DIPENDENTE al quadrante LAVORATORE AUTONOMO! Ogni quadrante ha i suoi pregi e i suoi difetti, ma per raggiungere la libertà finanziaria desiderata, bisogna puntare, l’abbiamo già detto ai quadranti di destra (TITOLARI D’IMPRESA e INVESTITORI PROFESSIONISTI). Nel caso suddetto, questi frettolosi imprenditori, invece di raggiungere il quadrante T (titolari di grande impresa) cadono nel quadrante A (lavoratori autonomi) e lì rimangono bloccati. Perchè?

Un lavoratore autonomo tipico,

come ad esempio un commerciante, un avvocato, un commercialista, etc… rimane sempre schiavo del lavoro, infatti, se ha successo deve lavorare sempre di più, se non ha successo deve trovarsi un altro lavoro. In entrambi i casi, comunque, sta lavorando per i soldi per circa 8 ore al giorno se non di più! Sta vendendo il suo tempo (il bene più prezioso per tutti) in cambio di soldi! Ed il tempo non ritorna più per questo per i ricchi vale di più della ricchezza stessa!

Un vero titolare d’mpresa, invece, lavora per costruirsi un sistema che gli lasci sempre più tempo per fare le cose importanti. Un sistema impresa ben avviato con i suoi dipendenti, non ha bisogno della presenza fisica ogni giorno del titolare, va avanti da solo e arricchisce il titolare ogni giorno di più! Questo, nel tempo, porta alla vera libertà finanziaria! Vi ricordate la storia di Eddie e Bill? Stai trasportando secchi o stai costruendo un acquedotto? (lez. 9)

Nella prossima lezione vedremo le differenze tra un’attività del quadrante A (lavoratore autonomo) ed una del quadrante T (titolare d’impresa), a presto!

Nella scorsa lezione, la n. 10, abbiamo visto come, in merito all’istruzione finanziaria,

siamo condizionati dai genitori e dai familiari a pensare e considerare i soldi, la ricchezza, i ricchi.etc… in base ai quadranti del cashflow in cui attualmente ci troviamo. Abbiamo anche accennato come lo Stato Italiano ed i suoi Organi di Governo nonchè i maggiori imprenditori italiani, preferiscono tenerci nell’ignoranza finanziaria al fine di poterci manovrare meglio sia politicamente che economicamente.

Nelle precedenti lezioni sull’istruzione finanziaria, abbiamo anche visto che, purtroppo, i DIPENDENTI e gli AUTONOMI, generalmente, non hanno nessun tipo di istruzione finanziaria o una leggerissima infarinatura e quindi, se investono lo fanno un po’ alla cieca, e questo è molto rischioso specie per loro!

Sempre nella scorsa lezione, abbiamo visto, in genere, come si esprimono e cosa vogliono dalla vita i DIPENDENTI e gli AUTONOMI!

Abbiamo detto che l’istruzione finanziaria ce l’hanno, in genere, i grandi titolari d’impresa e gli investitori professionisti. Questa gli deriva dalle loro esperienze sul campo ma anche dalla frequentazione di corsi e seminari molto costosi che solo loro possono permettersi!

Vediamo ora, come si esprimono, potenzialmente, i titolari d’impresa (T)!

I veri titolari d’impresa, intendendo i proprietari di grandi imprese con più di 500 dipendenti, sono quasi l’opposto come persone dei lavoratori autonomi. Infatti, i titolari d’impresa amano circondarsi di persone intelligenti provenienti da tutti e 4 i quadranti! Ai titolari d’impresa, al contrario degli autonomi, piace delegare i vari compiti aziendali. Spesso dicono: Perchè fare da soli se si possono assumere altri che lo fanno per te o meglio di te?

E’ il caso di Henry Ford, il fondatore dell’omonima e famosissima casa automobilistica americana. Ford, pur essendo un grande Titolare d’Impresa, veniva spesso tacciato di “ignoranza”, lo accusavano di non sapere granchè! Per tutta risposta a quell’offesa, Henry Ford li invitò tutti nel suo Ufficio e gli disse di porgli tutte le domande possibili e lui avrebbe risposto a tutte. Ford aveva sulla sua scrivania tanti telefoni per ogni reparto della FORD MOTOR COMPANY. L’avvenimento di svolse e nel suo Ufficio si riunirono la maggior parte di chi lo accusava di essere ignorante! Iniziarono a porgli innumerevoli domande incentrate specialmente su ciò che accadeva ogni giorno alla FORD. Lui se le segnò tutte su un block notes. Alla fine chiamò tutti i suoi responsabili e disse loro di rispondere alle domande!!! Tutti rimasero sorpresi ed egli disse loro: Preferisco assumere persone più istruite ed intelligenti di me per avere sempre delle risposte giuste, così posso tenere libera la mente per cose più importanti, la prima “PENSARE”!!!

Una delle frasi migliori di Henry Ford era: Pensare è il lavoro più difficile che esista. Ecco perchè siamo in pochi a farlo!

Per essere ottimi titolari d’impresa però, ancora una voltà, è fondamentale avere un’ottima istruzione finanziaria o costruirsela durante il cammino che porta alla ricchezza. Oltre all’istruzione finanziaria però, servono anche grandi capacità tecniche che con essa si apprendono, cioè grandi abilità tecniche negli affari e conoscere una vera scienza che è la LEADERSHIP. Se non sai motivare e guidare il tuo team difficilmente raggiungerai il traguardo finale, la libertà finanziaria. Per nostra fortuna, sia l’istruzione finanziaria che la leadership si acquisiscono con lo studio continuo delle materie finanziarie e della leadership. In sostanza, se volete veramente come obiettivo finale, la libertà finanziaria come titolari d’impresa il vostro cammino è quello dell’eterno studente e il percorso è l’istruzione finanziaria e lo studio della leadership. Ma cos’è la leadership?

Lo scopriremo nella prossima lezione, la n. 12. Vi aspetto, alla prossima!

Nella precedente lezione, la n. 9, abbiamo visto come siamo influenzati nelle nostre convinzioni e valori fin da piccoli da genitori e parenti e cosa ci insegnano sul denaro e sulla ricchezza, quindi, qual’è la nostra istruzione finanziaria.

Abbiamo visto le differenze di convinzioni e valori appresi a seconda che si appartenga alla famiglia media italiana o alla famiglia ricca italiana. Più nello specifico, abbiamo visto quali sono le convinzioni e valori tramandati sia quando si appartiene ad una normale famiglia italiana, sia quando si è figli di una ricca famiglia italiana.

Altresì, abbiamo visto come gli imprenditori italiani di maggior successo e lo Stato Italiano tendono a fare in modo che rimaniamo finanziariamente ignoranti, cosicchè possono manovrarci come vogliono sia a livello politico che economico.

Ora vedremo come si esprimono i lavoratori di ogni quadrante relativamente alla propria attività lavorativa!

Chi viene dal quadrante D (lavoratore dipendente), potrebbe dire: IO CERCO UN POSTO FISSO, SICURO, CON UN BUON STIPENDIO E OTTIME INDENNITA’

Chi viene dal quadrante A (lavoratore autonomo), potrebbe dire: LA MIA TARIFFA E’ DI 100 EURO ALL’ORA. POTREI FARMI AIUTARE DA UN DIPENDENTE MA NON RIESCO A TROVARE NESSUNO CHE SAPPIA LAVORARE BENE COME ME!

Chi viene dal quadrante T (titolare d’impresa), potrebbe dire: STO CERCANDO UN NUOVO AMMINISTRATORE DELEGATO PER GESTIRE LA MIA SOCIETA’.

Chi viene dal quadrante I (investitore professionista), potrebbe dire: IL MIO FLUSSO DI DENARO SI BASA SUL TASSO DI RENDIMENTO INTERNO O SUL TASSO DI RENDIMENTO NETTO?

Questi esempi ci servono per capire che ogni tipologia di lavoratore e di quadrante ha il suo gergo e il suo linguaggio!

Le parole ed il linguaggio di un quadrante o di una tipologia di lavoratori sono strumenti e anche MOLTO POTENTI! Non a caso i POLITICI ed i TITOLARI D’IMPRESA sono dei leader nell’uso delle parole! Tuttavia la più grande dote di un leader è saper ascoltare prima di parlare e di saper usare un linguaggio diverso a seconda il tipo di interlocutore. Ad esempio se uso la parola “RISCHIO” devo sapere che stimolerò la figura dell’investitore professionista ma spaventerò la figura del dipendente che vuol tenersi più lontano possibile da questa parola.

Inoltre, ascoltando attentamente le persone ed il loro linguaggio si può capire quali siano i loro valori e convinzioni fin da subito!

Ad esempio, quando senti una persona parlare di “sicurezza” e chiedere subito quali siano le “indennità”, sai che hai di fronte un dipendente. Il lavoratore dipendente, colui che aspira ad un posto fisso, è perchè ha PAURA dell’incertezza economica. Vuole la sicurezza di uno stipendio fisso ogni fine mese. Non sono tanto interessati ai soldi fini a se stessi, vogliono la certezza di un posto fisso ed uno stipendio per vivere. Per loro la sicurezza è più importante dei soldi!

Vediamo come si esprime, potenzialmente, il lavoratore autonomo (A)!

Sono quelli che dicono: VOGLIO ESSERE IL CAPO DI ME STESSO! o VOGLIO FARE A MODO MIO! Come i dipendenti anche gli autonomi reagiscono alla paura di non avere abbastanza soldi. Ma mentre i dipendenti cercano la “sicurezza”, gli autonomi reagiscono cercando di assumere in prima persona il controllo sul loro reddito. Vogliono “prendere il toro per le corna”! Negli autonomi troviamo grandi professionisti come: MEDICI, AVVOCATI, DENTISTI, MECCANICI, IDRAULICI, ELETTRICISTI, FALEGNAMI, ARCHITETTI, INGEGNERI, AGENTI DI VIAGGIO, AGENTI IMMOBILIARI, etc…

Gli autonomi sono, generalmente, persone perfezioniste, vogliono realizzare tutto al meglio. Sono convinti che nessun altro sappia fare una cosa meglio di loro. Per loro il denaro non è la cosa più importante. L’indipendenza, la libertà di fare le cose a modo proprio e di essere rispettati come esperti nel loro campo sono molto più importanti del semplice denaro.Gli autonomi hanno difficoltà ad assumere dei dipendenti che li aiutino perchè, secondo loro, nessuno è all’altezza del compito. Inoltre, per loro, assumere qualcuno e poi formarlo nello stesso campo d’attività, significa creare dei potenziali concorrenti un domani! Questo singolare modo di pensare li costringe a lavorare di più e a fare le cose a modo loro! Però dicono spesso: Al giorno d’oggi è difficile trovare dei bravi collaboratori!!!

Nella prossima lezione vedremo come si esprimono i titolari d’impresa e gli investitori professionisti!

L’istruzione familiare!!!

Le prime idee sui soldi ce le facciamo da piccoli in famiglia. I genitori, pensando di fare bene e perchè ci vogliono molto bene, ci inculcano in testa le loro idee sui soldi e sulla ricchezza. Spesso, anche i nostri genitori a loro volta, hanno “sùbito” queste convinzioni e questi valori dai nostri nonni. Questo vale per i ricchi come per i poveri! Cambiano solo i valori inculcati! Un genitore medio trasmetterà ai suoi figli convinzioni e valori negativi sui soldi e sulla ricchezza, perchè a lui sono stati insegnati questi valori e per lui, autoconvintosi della negatività dei soldi e della ricchezza, è naturale mettere i figli al riparo da rischi!

Altresì, il genitore ricco

trasmetterà ai suoi figli convinzioni e valori positivi sui soldi e sulla ricchezza, perchè a sua volta, gli sono stati insegnati quei valori dai nostri nonni, ed anche lui si è autoconvinto della positività di queste convinzioni e valori, ed anche per lui è naturale insegnarlo ai propri figli per metterli a conoscenza dei segreti e della realtà che nascondono i soldi e la ricchezza!

Purtroppo per noi e per i nostri figli, sia in Italia che nel resto del mondo, i ricchi veri sono il 10% circa della popolazione della terra. Il risultato è che siamo bersagliati da convinzioni e valori negativi sul denaro e sulla ricchezza, mentre d’altraparte, i ricchi vengono “convinti” a preservare gli insegnamenti dei genitori ricchi e a non divulgarli agli altri. Io ti istruisco finanziariamente ma tu non devi raccontarlo agli altri, alle persone comuni!

Quindi, l’istruzione finanziaria è considerata ancora oggi una cosa per pochi eletti, altresì è molto diffusa, volutamente, l’ignoranza finanziaria!!!

Una volta si diceva: Dividi et impèra! Lo Stato italiano come i ricchi imprenditori italiani, hanno vantaggi non da poco a tenere il popolo italiano nell’ignoranza finanziaria. Così è più facile per loro manovrarci politicamente ed economicamente! Loro hanno il potere che gli deriva dalla ricchezza per sopraffarci sempre e comunque!

Ma vediamo degli esempi reali su convinzioni e valori tramandati da un padre comune in contrapposizione con le convinzioni ed i valori tramandati da un padre ricco!!!

Il padre comune o altrimenti detto il padre povero, in relazione alla quantità di denaro posseduta:

1) L’amore o la fissazione per il denaro è il MALE;

2) Chi ha troppi soldi è AVIDO;

3) Nella vita i soldi NON sono importanti;

4) NON sono interessato ai soldi;

5) Non sarò MAI ricco;

6) NON posso permettermelo;

7) Investire è RISCHIOSO;

8) I soldi NON sono tutto.

Il padre ricco, in relazione alla quantità di attivi e soldi posseduti:

1) E’ sciocco trascorrere l’esistenza a lavorare per i soldi;

2) E’ sciocco far finta che i soldi non siano importanti;

3) La vita è più importante dei soldi, ma i soldi aiutano a vivere;

4) Perchè lavorare tanto per i soldi?;

5) Impara ad avere soldi e persone che lavorino per te e potrai essere libero di fare le cose importanti;

6) E’ importante avere molto tempo libero per stare con la tua famiglia;

7) E’ importante avere soldi in più da poter donare in beneficienza;

8) E’ fondamentale creare posti di lavoro e stabilità finanziaria per i propri dipendenti e la propria comunità;

9) E’ importante avere tempo e soldi per prendersi cura della propria salute;

10) E’ bello poter viaggiare in tutto il mondo con la propria famiglia;

11) I soldi sono importanti ma non voglio passare la mia vita a lavorare per averli.

Nella prossima lezione vedremo come si esprimono i lavoratori di ogni quadrante, ti aspetto!!!

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Spesso, la gente è convinta e ripete continuamente la stessa frase: “Per fare soldi ci vogliono soldi!”

Se, però, leggiamo le biografie di grandi uomini ricchi e famosi, scopriamo che per la maggior parte di essi, partiti senza un euro in tasca o, addirittura partiti svantaggiati per vari motivi, non eono serviti soldi per diventare ricchi nè grande istruzione scolastica (universitaria).      Quindi, possiamo affermare con certezza che per fare soldi non ci vogliono soldi! Le loro esperienze di vita lo dimostrano. Tanti di loro, oggi pieni di soldi, hanno abbandonato gli studi universitari o, non ci sono mai arrivati lasciando la scuola prima, ad esempio: Bill Gates della Microsoft, oggi considerato uno degli uomini più ricchi al mondo, Ted Turner fondatore della TV americana CNN, Micheal Dell fondatore della Dell Computers, Steve Jobs fondatore della Apple Computer, il genio per eccellenza, Henry Ford fondatore della FORD Motor Company, Thomas Edison fondatore della General Electric etc…

Se non servono soldi o istruzione scolastica per arricchirsi, allora cosa serve?

L’Istruzione Universitaria è importante ma non determinante, infatti, la scuola in genere non insegna come diventare ricchi. Per diventare ricchi e quindi, pieni di soldi, occorrono: un sogno, ognuno di noi dovrebbe averne uno ma spesso li snobbiamo; una grandissima determinazione che non sempre fa parte del carattere di ognuno di noi, la si può anche acquisire facendo quello che ci piace fare; la disponibilità ad imparare in fretta, mettersi in gioco e diventare degli eterni studenti specie se siamo interessati a quello che studiamo; la capacità di usare nel modo giusto i nostri talenti, ognuno di noi dentro se stesso ha dei talenti nascosti che non vedono l’ora di venire fuori di emergere, una volta conosciuti bisogna capire come sfruttarli in modo intelligente e costruttivo per sè e per gli altri; capire in quale quadrante del cashflow generiamo il nostro reddito, i dipendenti nel quadrante D, gli autonomi nel quadrante A, i titolari d’impresa nel quadrante T e gli investitori nel quadrante I.

I quadranti del cashflow.

 I quadranti del cashflow (o flusso di cassa) indicano i diversi modi in cui si genera reddito e quindi soldi! Ad esempio, un lavoratore dipendente si guadagna lo stipendio lavorando per qualcun altro sia esso privato che azienda. Un lavoratore autonomo guadagna soldi svolgendo un’attività in proprio, dipendente di se stesso. Un titolare d’impresa possiede un’attività che genera soldi. Un investitore professionista (da non confondere con l’investitore medio che può essere chiunque), ottiene ricavi dai suoi stessi investimenti, soldi che generano soldi.

Quindi, i quadranti del cashflow sono diversi modi di generare reddito e quindi, soldi. Ogni quadrante richiede persone diverse, abilità diverse, istruzione scolastica diversa e, per i titolari d’impresa e gli investitori anche istruzione finanziaria che, generalmente, non è richiesta ne è conosciuta dai dipendenti e dagli autonomi.

Sebbene il denaro sia lo stesso, nel caso dell’Italia e dei Paesi della zona Euro, i soldi sono sempre espressi in euro (€), il modo di guadagnarseli varia sensibilmente da quadrante a quadrante! Analizzando i 4 quadranti ci dovremmo chiedere: Da quale/i quadrante/i genero il mio reddito? La risposta, unica e personale, ci dirà con esattezza in quale/i quadrante/i ci troviamo attualmente! Questo è il nostro punto di partenza!

Non tutti i quadranti sono uguali!!!

Un modo per accantonare più soldi rapidamente sono le attività imprenditoriali e di investimento tipiche dei quadranti di destra. Perchè? Per il semplice fatto che nel mondo imprenditoriale e degli investimenti abbondano le possibilità sia di guadagnare di più sia di avere maggiori e numerosi sgravi fiscali. Il motivo? Lo Stato, in questo caso quello italiano, dovrebbe favorire chi crea imprese perchè crea anche occupazione e quindi, dovrebbe venire premiato con un sistema di tassazione agevolato. Attualmente, però, in Italia, una delle nazioni europee più tassate al mondo, il carico fiscale gravante sulle aziende è di circa il 64% del suo reddito! Ciò vuol dire che le aziende italiane lavorano i primi 6 – 7 mesi dell’anno solo per il fisco italiano, il che è assurdo!?! Grazie a ciò le aziende itaiiane si trovano spesso, impossibilitate ad assumere nuovi lavoratori e, la nostra economia stagna!!!

Ma, a parte questa anomalia chiamata fisco italiano, negli altri paesi del mondo le imprese godono di queste agevolazioni fiscali!

Come ne godono i titolari d’impresa così ne godono gli investitori.

Indovinate chi sono i quadranti più tassati nel mondo e quindi anche in Italia? I dipendenti e gli autonomi naturalmente!!!

Chi ha una busta paga a fine mese, inoltre, subisce la beffa oltre il danno! Infatti, nella busta paga il dipendente e l’autonomo trovano solo il residuo dei loro soldi dopo che il fisco ha prevelato la sua quota percentuale di tasse! Un sistema che alleggerisce alla fonte le tasche dei lavoratori di queste due categorie. In definitiva dipendenti e autonomi oltre a essere quelli che guadagnano meno sono anche quelle categorie di lavoratori più tassate!!!

Ti aspetto nella prossima lezione dove parleremo ancora di soldi e di quadranti!

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Alla fine della lezione precedente. la n. 6, sull’istruzione finanziaria,

ti ho promesso una fiaba che ti farà capire meglio come intraprendere la strada verso la libertà finanziaria. Eccola:

In un bellissimo villaggio africano avevano un problema, quando non pioveva mancava l’acqua. Per risolvere il problema gli anziani del villaggio decisero di appaltare i lavori per una fornitura idrica costante. Due giovani missionari americani si offrirono volontari per cercare una soluzione al problema. Gli anziani accettarono la loro offerta e appaltarono i lavori idrici a entrambi.

Poco distante dal villaggio c’era un lago molto grande e l’acqua era abbastanza pulita. Eddie, il primo missionario si mise subito al lavoro, comprò 2 secchi ed iniziò a fare su e giù dal lago al villaggio e viceversa. Svuotava i 2 secchi nel pozzo del villaggio e piano piano lo riempiva, faticando dalla mattina alla sera.Nonostante ciò, era felice iniziava a guadagnare i primi soldi e il suo concorrente, Bill, il secondo missionario era sparito dal villaggio. Inoltre, con i primi soldi, potè comprare altri due secchi e, con l’aiuto del figlio più grande, poteva trasportare 4 secchi contemporaneamente dal lago al villaggio. Dopo qualche mese i guadagni aumentarono ed Eddie potè comprare altri 2 secchi arrivando a 6 secchi complessivi. Decise, perciò, di far pagare ogni litro d’acqua 1 dollaro!

Dopo 6 mesi tornò al villaggio Bill con un’impresa ed una squadra di ingegneri e operai.

In breve costruirono un acquedotto che partiva dal lago e trasportava automaticamente l’acqua nel villaggio, in più l’acqua veniva filtrata dal lago quando entrava nell’acquedotto e filtrata prima di entrare in una cisterna enorme da cui partivano le tubazioni che arrivavano direttamente nelle tubazioni delle abitazioni del villaggio tramite rubinetti. Tutti rimasero meravigliati da ciò, in più, l’acqua fornita da Bill era decisamente più pulita e potabile. Dopo un mese dalla realizzazione del progetto Bill portà il prezzo al litro a 0,25 dollari, un quarto di quanto la faceva pagare Eddie!

Inutile dire che Eddie fallì e Bill prosperò talmente tanto che la sua impresa decise di servire anche i villaggi limitrofi.

istruzione finanziaria

istruzione finanziaria

Morale della favola? Perchè ho voluto raccontarti questa breve storiella?

istruzione finanziaria

ustruzione finanziaria

E’ presto detto, se decidi di studiare e formarti per la ricchezza e la libertà finanziaria devi chiederti, ogni volta che devi prendere una decisione d’affari, sto trasportando secchi o sto costruendo un acquedotto che mi rifornirà di soldi sempre? Sto lavorando duro o sto lavorando in modo intelligente?

 Abbiamo già detto che la strada più veloce per diventare ricchi è diventare TITOLARI D’IMPRESA o INVESTITORI PROFESSIONISTI. Per arrivarci dobbiamo studiare continuativamente tutta la vita la cosidetta istruzione finanziaria che ad oggi pochi hanno o condividono con gli altri.

Attualmente siamo passati dall’era industriale, iniziata nel 1800 all’odierna era dell’informazione o informatica, ove la fanno da padrone le informazioni. Quando c’è un cambio epocale nella storia dell’uomo, abbiamo sempre assistito in passato a grandi trasferimenti di ricchezza da una classe di lavoratori all’altra. Attualmente, chi beneficierà in questa era delle più grandi opportunità di ricchezza, saranno le persone della terra più istruite finanziariamente, cioè i Titolari d’Impresa o Imprenditori di grandi Aziende leader e gli Investitori Professionisti. Ciò perchè, l’istruzione finanziaria dà loro la possibilità di IDENTIFICARE e COGLIERE tali grandi OPPORTUNITA’. Purtroppo, chi non è istruito finanziariamente, come ad esempio DIPENDENTI e LAVORATORI AUTONOMI, non è in grado di identificare e cogliere tali opportunità di ricchezza.

Questo è uno dei più grandi motivi per cui le due attuali classi sociali, poveri e ricchi, sono e saranno sempre più distanti tra loro: i poveri saranno sempre più poveri ed i ricchi saranno sempre più ricchi. Per cambiare tale ordine di cose bisogna prima di tutto, istruirsi finanziariamente e, poi, agire di conseguenza!

E’ anche però vera un’altra cosa, per avere successo nell’attuale era dell’informazione, una persona avrà bisogno d’informazioni da tutti e 4 i quadranti del cashflow! Il nostro sistema scolastico mondiale è fermo all’era industriale e tuttora, forma le nuove leve “solo” ai quadranti di sinistra, i DIPENDENTI ed i LAVORATORI AUTONOMI. Praticamente ancor oggi insegnamo ai giovani, che un domani dovranno affrontare il mondo del lavoro, a essere dipendenti o autonomi. Per carità si può diventare agiati o ricchi anche come dipendenti o autonomi ma è molto più difficile! Perchè? Se trovi un buon lavoro come dipendente con una buona busta paga ad es.: diciamo € 3.000 al mese o se ti crei una buona attività autonoma dipendente di te stesso per una busta paga di € 7.000 al mese, diciamo che hai un tenore di vita notevole. Però non ti puoi mai fermare devi sempre lavorare sia come dipendente che come autonomo! La busta paga è incentrata su di te, per cui se lavori guadagni altrimenti a lungo andare sarai sempre più in difficoltà economiche fino a diventare povero!

Il TITOLARE D’IMPRESA e l’INVESTITORE PROFESSIONISTA, invece,

NON devono obbligatoriamente lavorare ma possono scegliere se farlo o meno e cosa fare anche! Il Titolare di una grande Impresa che ha dai 500 dipendenti in sù e l’Investitore Professionista possono scegliersi il ramo d’attività che più preferiscono ove creare l’impresa o dove investire e come. I dipendenti del Titolare o i soldi accumulati dall’Investitore manderanno avanti le loro attività anche se loro sono assenti anche per lunghi periodi di tempo.

Come mai? Perchè i DIPENDENTI e gli AUTONOMI lavorano per i soldi, vendono il loro tempo, circa 8 ore al giorno, per lo stipendio, mentre, i TITOLARI D’IMPRESA e gli INVESTITORI sanno e fanno lavorare i soldi per loro!!! Questa è la differenza fondamentale tra loro.

Nella prossima lezione parleremo di soldi e ancora dei quadranti.

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Abbiamo chiuso la lezione n. 5 sull’istruzione finanziaria parlando dei quadranti del cashflow

raccontando la storia dell’imprenditore milionario Robert Kyiosaki nel suo libro che Vi invito a leggere con attenzione “I Quadranti del Cashflow”, un racconto che insegna dei concetti sulla finanza forse scontati ma presi, spesso, sottogamba dalla maggior parte delle persone e, quindi, ignorati e non seguiti con gravi ripercussioni economiche. Kyiosaki racconta di essere cresciuto con 2 padri, quello naturale ed il padre del suo migliore amico. Il padre naturale era un uomo molto colto e con tantissimi titoli accademici, lavorava nel pubblico impiego e, negli anni, ha ricoperto le più alte cariche pubbliche nel mondo dell’istruzione scolastica. Però non concepiva l’istruzione finanziaria e non apprezzava le persone ricche di famiglia o che si erano fatte da sole guadagnandosi fama e ricchezza. Era convinto che i ricchi o gli “arricchiti” erano persone spregevoli e cattive verso il prossimo.

Quindi, come consiglio di vita diceva al figlio: Studia molto, prendi buoni voti e poi trovati un lavoro sicuro e ben retribuito per tutta la vita.

Il padre per così dire “acquisito”, aveva preso in simpatia il piccolo Robert, anche se era un uomo pratico e cercava, a suo modo,

di dare delle lezioni di vita reale a suo figlio e al suo amico. Era talmente pratico che, pur di rincorrere la ricchezza, non aveva terminato neanche le superiori, intraprendendo la carriera dell’imprenditore fin da giovane e puntando direttamente al settore immobiliare. Tuttavia, essendosi fatto da sè, come imprenditore ed investitore aveva imparato a livello pratico un sacco di cose sulla contabilità e sul denaro, tanto da stravolgere i due ragazzi ignari del mondo reale. Quindi, come consiglio di vita diceva al figlio ed al suo amico: Studiate molto e laureatevi anche se potete, ma nella vita create delle attività remunerative, diventate degli investitori di successo e acquistate ATTIVI che vi diano un reddito mensile per tutta la vita tale da non dovervi preoccupare del lavoro e puntando a raggiungere la libertà finanziaria desiderata.

Siccome il piccolo Robert Kyiosaki

aspirava, fin da piccolo, anch’egli alla ricchezza. era molto affascinato dal padre del suo migliore amico.

La cosa che lo colpiva maggiormente era che, il suo vero padre pieno di titoli accademici e persona molto famosa nel campo dell’istruzione scolastica, aveva un ottimo stipendio ma non lo sapeva gestire bene, percui aveva difficoltà ad arrivare a fine mese e, infatti, morì povero in canna. Mentre il padre “acquisito” che, non aveva una busta paga corposa come quella del padre naturale, gestiva numerosi supermercati e ristoranti e diveniva ogni giorno più ricco tanto che, nonostante anch’egli non sia più vivo, ha lasciato al figlio un patrimonio immobiliare e liquidità che gli basteranno per le generazioni a venire!!!

Il fine del libro “I quadranti del cashflow” di Robert Kiyosaki, è quello di istruire le persone che desiderano la ricchezza per ottenerla nella vita reale e specificatamente, a quelle persone che pur trovandosi nei quadranti di sinistra, DIPENDENTE e AUTONOMO, sono pronti a passare nei quadranti di destra, TITOLARI D’IMPRESA e INVESTITORI PROFESSIONISTI.

La maggior parte delle persone sul pianeta, Italia compresa, appartengono ai 2 quadranti di sinistra, sono quindi DIPENDENTI da qualche persona o Azienda o, sono Lavoratori Autonomi dipendenti da sè stessi o, in ultima analisi, sono titolari di piccole e medie imprese.

Passare dai quadranti di sinistra a quelli di destra non è una strada facile ma è l’unica e la più veloce, che conduce alla libertà finanziaria.

Nella prossima lezione vi racconterò una favoletta che ti fa capire meglio cosa intendo dire!

Ricapitoliamo: i quadranti del cashflow.

Quadrante n. 1 lettera D = dipendente, rientrano tutti i lavoratori alle dipendenze di terzi sia esso un privato o un’azienda. La qualifica di dipendente parte dall’operaio fino ad arrivare al massimo dirigente. Sono tutti dipendenti in quanto ricevono a fine mese una busta paga.

Quadrante n. 3 lettera A = autonomo, rientrano tutti i lavoratori autonomi. I lavoratori autonomi non dipendono da terzi ma dipendono da se stessi. Generalmente sono professionisti come: avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, dentisti, etc… ed anche piccoli imprenditori e commercianti con max 500 dipendenti sotto di sè. Generalmente, anche i lavoratori autonomi si inquadrano, nella loro società o azienda, come dipendenti e beneficiano anch’essi a fine mese di una busta paga. Ciò essenzialmente per motivi contributivi e fiscali.

Quadrante n. 2 lettera T = titolari d’impresa intendendo tutti i grandi imprenditori, da min 500 dipendenti in sù. A differenza dei dipendenti e degli autonomi che se hanno un minimo d’istruzione finanziaria è perchè sono autodidatti e studiano autonomamente, i grandi titolari d’impresa hanno una discreta preparazione finanziaria o guadagnata sul campo nel tempo o frutto di partecipazione a costosi corsi e seminari di formazione in merito.

Quadrante n. 4 lettera I = investitori, coloro che investono come professione. Percui studiosi dei mercati e delle tecniche e strategie di investimento in senso lato. Gli investitori professionali al pari dei titolari d’impresa hanno una buona istruzione finanziaria che gli deriva dalla esperienza sul campo ma anche dallo studio attraverso corsi e seminari sull’argomento investimenti.

Affiancati agli investitori professionali dotati di istruzione finanziaria, ci sono i normali investitori che possono essere anche dei dipendenti, degli autonomi che si gettano sugli investimenti senza istruzione e, questo, rende la loro attività di investimento molto più pericolosa di quella degli investitori professionali.

Ogni lavoratore italiano e perchè no, ogni italiano che non lavora si situa almeno in uno di questi 4 quadranti. La nostra presenza o meno in un determinato quadrante è determinata da dove arrivano i nostri soldi, siano essi frutto di lavoro o di investimenti andati a buon fine!          La maggior parte degli italiani, ma non solo, che lavorano dipendono dalla BUSTA PAGA, perciò li definiamo lavoratori dipendenti o lavoratori autonomi. Come da schema sopra vediamo che DIPENDENTI ed AUTONOMI si situano nei quadranti di sinistra!

Nei quadranti di destra, vediamo che si collocano i titolari d’impresa e gli investitori. La differenza è che questi percepiscono denaro da una impresa da loro posseduta o dagli investimenti che fanno. La differenza è sostanziale!

Ciò ti fa capire in quale quadrante ti trovi attualmente e, se vuoi raggiungere la tua libertà finanziaria, verso quale quadrante devi dirigerti e come farlo!

La LIBERTA’ FINANZIARIA, potenzialmente, si può raggiungere in tutti e quattro i quadranti. Però le abilità necessarie  per essere dei titolari d’azienda o degli investitori professionisti ti aiuteranno a raggiungere più rapidamente i tuoi obiettivi finanziari!

Non a caso l’imprenditore milionario ROBERT KIYOSAKI, nel suo libro “I quadranti del cashflow” racconta la sua esperienza di vita avendo avuto la fortuna di avere due padri, uno naturale ed uno acquisito. Però chi gli ha dato veramente tanto come formazione è stato il padre acquisito, chiaramente questi è divenuto ricco sotto i suoi occhi anche se non aveva finito neanche le superiori, mentre il padre naturale, colto e molto istruito, è morto povero in canna!!!

 Kiyosaki racconta che il vero padre molto istuito e colto, però povero nonostante una busta paga molto generosa, gli consigliava sempre di andare a scuola, prendere buoni voti e trovarsi un lavoro SICURO! Questo consiglio che poteva andare bene nell’era industriale non è più vaiido nell’era attuale, l’era informatica. Perchè i posti fissi e sicuri stanno sparendo rapidamente e la fa da padrone il lavoro precario!

Ma che cosa gli consigliava, invece, il padre ricco?

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