La scorsa lezione abbiamo terminato descrivendo i 4 quadranti in cui tutti i lavoratori, nel mondo come in Italia, si collocano. Rivediamoli velocemente:

Nel quadrante n. 1 denominato D = dipendenti, troviamo tutti i lavoratori alle dipendenze di terzi e che a fine mese ricevono reddito attraverso una BUSTA PAGA.

Nel quadrante n. 3 denominato A = autonomi, troviamo tutti i lavoratori autonomi, coloro che sono proprietari della propria attività lavorativa che si sono creati da soli. Ad esempio: avvocati, commercialisti, dentisti, ingegneri, architetti e anche commercianti e piccoli imprenditori. Sovente i lavoratori autonomi sono appunto dipendenti di se stessi e possono come non, avere una busta paga tramite la quale ricevono il proprio reddito a fine mese. Chi non ha la busta paga sovente lavora “a provvigioni” come ad esempio i venditori!

Questi primi due quadranti, D e A, sono i quadranti di sinistra.

Il quadrante D, A, T e I

Il quadrante D, A, T e I.

Ora analizziamo i due quadranti di destra, il quadrante n. 2 denominato T ed il quadrante n. 4 denominato I.

Nel quadrante n. 2 denominato T = titolari d’impresa, troviamo gli imprenditori titolari della propria impresa intesa come azienda che ha minino 500 dipendenti a salire. Abbiamo detto nelle lezioni precedenti che gli imprenditori o titolari d’impresa medio – grande sono tra i pochi, anche in Italia, ad avere adeguata istruzione finanziaria necessaria a dirigere le loro attività. In genere anch’essi sono dipendenti ma non di se stessi bensì della loro impresa o attività. Sono dipendenti solo ai fini contributivi e previdenziali. Abbiamo detto che hanno 500 dipendenti o più al loro servizio e che retribuiscono. Ma come? Gli imprenditori o titolari d’impresa attraverso le loro attività commerciali creano o generano reddito in grado di sostenere se stessi ed i propri dipendenti. Tuttavia, se non sono presenti fisicamente in ufficio, le loro attività vanno avanti anche senza la loro presenza! Perchè sono già avviate ed automatizzate ed i dipendenti che vi lavorano sanno già cosa fare e come! Gli imprenditori o titolari d’impresa hanno imparato e sono istruiti finanziaramente a loro spese, cioè per tentativi o partecipando a costosi seminari o corsi di formazione a loro spese!

Il quadrante I o degli investitori:

Nel quadrante n. 4 denominato I = investitori, troviamo le persone che investono i loro risparmi o il surplus dei loro guadagni in prodotti o servizi dove è possibile speculare per aumentare in maniera esponenziale i loro guadagni / risparmi stessi! L’investitore medio, anche in Italia, non ha una grande istruzione finanziaria o addirittura non ne ha proprio e si affida a consulenti finanziari professionali affidando loro il proprio denaro e sperando nelle capacità del consulente di farlo fruttare! I grandi investitori, invece, quelli che investono come attività principale, hanno anche loro come gli imprenditori o i titolari d’impresa una discreta istruzione finanziaria. Spesso sono anch’essi imprenditori.

Questi quadranti, T ed I, sono i quadranti di destra!

Che differenza c’è tra i quadranti di sinistra e quelli di destra?

Possiamo subito notare che i quadranti di sinistra D e A, sono 2 quadranti in cui trovi la maggior parte dei lavoratori in Italia e nel Mondo. Perchè? Il sistema scolastico italiano, ma anche quello mondiale , prepara ottimamente i nostri ragazzi, un domani lavoratori, a essere bravi dipendenti o bravi professionisti.

I quadranti di destra, T ed I, ti istruiscono, invece, finanziariamente affinchè tu possa imparare a diventare un bravo imprenditore o un bravo investitore. Ma come? Con la pratica e con gli errori! Fin da piccoli a casa e a scuola, ci insegnano che fare errori è negativo. Perciò se fai un errore vieni punito o con un rimprovero, con una nota personale o un brutto voto!

Nei quadranti di destra T e I, invece, fare errori è fondamentale per imparare bene il mestiere di imprenditore o di investitore. E più fai errori più impari! Perchè? Perchè ogni errore diventa una lezione di vita! La prossima volta sai cosa evitare per non incorrere in quello stesso errore.

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