Nella lezione precedente, la n. 18, sull’istruzione finanziaria ed i ricchi, ho concluso con una domanda: qual’è la definizione di ricchezza?

La definizione di ricchezza è: il numero di giorni che puoi sopravvivere senza lavorare fisicamente (senza che lo faccia neppure nessuno della tua famiglia), quindi, senza reddito pur mantenendo stabile il tuo tenore di vita attuale! Es.: guadagni 1.200 € al mese lavorando e hai, sotto forma di risparmi, 4.000 € sul c/c, la tua ricchezza allora è pari a circa 3 mesi o novanta giorni, dopodichè non avendo reddito non puoi più vivere secondo i tuoi standard e diventi indigente! Come vedi, la ricchezza si misura in termini di tempo non di soldi! Non conta quanto denaro si guadagna, ma quanto te ne rimane tolte le spese e per quanto tempo lavora per te!

Ci sono tante persone che guadagnano tanto ma spendono altrettanto, il loro reddito esce subito dalla colonna delle spese o costi!!!

NON hanno ATTIVI nel loro Stato Patrimoniale personale perchè tutto quello che guadagnano spendono e, spesso, si indebitano per possedere sempre più PASSIVI che credono ATTIVI. Alla lunga si trovano ad essere sommersi dal “debito cattivo” e sono costretti a lavorare tutta la vita per tentare di ripagarli!

Facendo un esempio con i motori a combustione interna delle auto sportive, diciamo che il motore è al massimp regime quando il gas o acceleratore è vicinissimo al numero massimo di giri supportato dallo stesso motore e per un determinato lasso di tempo prima che si verifichi un cedimento o rottura.

A livello finanziario ci sono persone ricche e povere, che agiscono sempre come un motore al massimo regime!

Per i motori andare sempre al massimo regime consentito, ha come risultato che si accorcia drasticamente la vita del motore stesso ed il danno relativo è molto grande! Lo stesso vale nell’operare con le proprie finanze al “massimo regime”!!!

Riprendiamo la lez. precedente la n. 13 sull’istruzione finanziaria e i Titolari d’Impresa!

Nella scorsa lezione abbiamo terminato descrivendo le differenze tra un’attività lavorativa di un lavoratore autonomo e quella di vero Titolare d’Impresa. Abbiamo detto che il lavoratore autonomo POSSIEDE un lavoro, mentre il Titolare d’Impresa possiede un sistema chiamato AZIENDA, autonomo dal titolare stesso. Questo fa sì che il lavoratore autonomo se va in vacanza, va in vacanza anche il suo reddito perchè egli stesso è il lavoratore principale. Anche se l’autonomo ha sotto di sè dei dipendenti, questi non sono in grado di lavorare senza di lui. Invece, il titolare d’impresa possiede l’azienda ed il suo sistema, avendo anche numerosi dipendenti e dirigenti che lavorano per lui e gestiscono il lavoro. Per cui se egli si assenta non succede nulla e quando torna il suo sistema azienda è tranquillamente funzionante e redditizio.

Ora vediamo le caratteristiche che devono avere TITOLARE D’IMPRESA e AUTONOMO per avere successo negli affari!

Per avere successo negli affari come titolare d’impresa sono INDISPENSABILI:

  • la proprietà ed il controllo di sistemi (il sistema azienda è un insieme di sottosistemi: il software gestionale, il reparto magazzino, il reparto produzione, la direzione generale, la direzione amministrativa, il marketing, la vendita, i fornitori, etc… e tutti devono funzionare in sincronia perfetta assieme. Se anche uno solo di questi sottosistemi non funziona con gli altri il successo è compromesso!);
  • la capacità di guidare le persone (leadership).

Per avere successo negli affari un AUTONOMO deve per forza evolversi in TITOLARE D’IMPRESA. Come autonomo avrà molta difficoltà ad avere successo veramente negli affari! Ma perchè un autonomo si evolva in un vero titolare d’impresa deve TRASFORMARE SE STESSO E LE SUE CONOSCENZE IN UN “SISTEMA” … e molti non sono in grado di farlo … oppure sono troppo attaccati al lavoro autonomo!!!

Sapete fare in hamburger migliore di quello di Mc Donald’s? Lo vedremo nella prossima lezione!